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Associazione Ambito Campano Famiglie con Figli Affetti da Disturbo Intellettivo e Relazionale ONLUS

INCONTRO DI FORMAZIONE SULL’ATTIVITÀ MOTORIA FAMILIARE

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SECONDO INCONTRO DI FORMAZIONE

SULL’ATTIVITÀ MOTORIA FAMILIARE

PER I SOCI DELL’ASSOCIAZIONE ACFFADIR ONLUS.

 

Il giorno 12 giugno 2010, presso la sede provvisoria dell’Associazione Acffadir Onlus in Santa Maria Capua Vetere (CE), si è svolto il secondo incontro di informazione e formazione sull’Attività Motoria Familiare per genitori di soggetti con disturbi intellettivi relazionali aderenti all’Associazione.

Come previsto dal programma consegnato ai partecipanti, durante il breve seminario, che si è svolto con relazioni di genitori che già applicano l’Attività Motoria Familiare, è stato presentato il susseguirsi di osservazioni che hanno permesso di poter comprendere lo stretto legame che collega in maniera completamente dipendente l’attività motoria, lo sviluppo delle capacità intellettive comportamentali e l’ambiente familiare.

Quindi si è proseguito illustrando come, sulla base di tali osservazioni e con l’intento di aiutare le persone in difficoltà, siano stati sviluppati dei programmi personalizzati tendenti al superamento dei disturbi intellettivi e relazionali mediante un’attività motoria compensativa da svolgersi in ambito familiare.

È iniziata, quindi, la proiezione dei video, che presentavano alcuni minuti dell’Attività Motoria Familiare svolta direttamente dai genitori sui propri figli nelle relative residenze.

I genitori di persone affette d’autismo, presenti all’incontro, hanno potuto osservare, in questa maniera, gli esempi pratici di attività motoria mostrati nelle riprese, applicati direttamente dai genitori stessi, con le difficoltà ma anche con i tanti vantaggi derivanti da un impegno svolto in un ambiente domestico che il bambino conosce bene.

Essi hanno potuto osservare come, con una serie di semplici attività motorie e cognitive, è possibile, non solo tenere impegnati i propri figli affetti d’autismo per i quali, solitamente, non si riesce a trovare una qualsiasi forma di occupazione per far loro trascorrere il lunghissimo tempo nel quale essi sono relegati nelle loro abitazioni ma, principalmente, conseguire allo stesso tempo dei concreti risultati nel recupero dalle loro difficoltà intellettive e relazionali.

A questo punto, sono stati invitati ad intervenire i genitori stessi che avevano realizzato direttamente le riprese dello svolgimento dell’Attività Motoria Familiare, ed essi hanno potuto liberamente testimoniare tutto il loro grande stupore nel vedere i notevoli cambiamenti rilevati nei loro figli in pochissimo tempo, in contrasto con i numerosi anni trascorsi in precedenza senza poter nulla osservare.

I genitori hanno principalmente voluto evidenziare come il loro coinvolgimento diretto nella realizzazione pratica dei programmi di Attività Motoria Familiare li rendesse altamente motivati e come, attraverso tale pratica, fossero notevolmente cambiate, migliorando, le dinamiche dei rapporti tra tutti i componenti della famiglia.

Molte le varie domande poste ai relatori ma unanime la richiesta di rincontrarsi al più presto per avere il grande piacere di osservare gli ulteriori miglioramenti delle persone coinvolte nei programmi e alimentare così una speranza che, nonostante l’imperante convinzione dell’irreversibilità dell’autismo, non è stata mai abbandonata dai genitori.

Nelle poche ore trascorse insieme si è creato, tra i genitori presenti, un sincero spirito di collaborazione e di reciproco aiuto che i genitori delle persone affette d’autismo avevano, da anni, completamente dimenticato e ritenevano, ormai, completamente inesistente.

Con tali auspici e in un’atmosfera di rinnovata fiducia nel raggiungimento di nuove possibilità di vita per le persone affette da disabilità intellettive relazionali, si è conclusa la riunione.

Il Consiglio Direttivo di Acffadir Onlus

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Giugno 2010 21:43
 

Esistono i comportamenti autistici transitori o reversibili ?

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Gruppo di Studio sull’Autismo e sui Disturbi Generalizzati dello Sviluppo

Centro Medico Riabilitativo Don Orione. Ercolano (Napoli)

 

Mario Lambiase

 

Esistono i comportamenti autistici transitori o reversibili ?

 

 Parte  Prima

 

La premessa. I fatti. 

   

L’uomo non è una “cosa” del mondo,

ma colui per cui si apre un mondo.

Specificamente umano è l’essere nel mondo

(in der Welt Sein).

                                  (Heidegger).

 

Noi non siamo “monadi” che prima impariamo a esistere e poi entriamo in relazione con gli altri, ma esseri umani programmati per cercare una sponda con il mondo degli altri in cui ci rispecchiamo.

(V. Gallese, Renon,2007)

 

Il termine transitorio è comparso più di una volta nella storia dell’autismo ma non sembra che abbia lasciato dietro di se una lunga e travagliata memoria.

Lo abbiamo trovato ad esempio in un libro di Zappella del 1996 dal titolo “Autismo infantile” (pag.13), che recita testualmente così: “L’autismo è un comportamento che può essere transitorio, durare mesi o anni e poi, anche spontaneamente, dissolversi: spesso in questi casi rimangono, peraltro, disabilità di vari natura. In altri soggetti l’autismo rimane tutta la vita” [ il corsivo è nel testo].

 

Segue

 

Puoi scaricare l'articolo completo in formato pdf qui.

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Giugno 2010 19:19
 

Riflessioni su neuroni specchio e autismo

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Centro Ricerche sull’Autismo dell’Istituto Don Orione. Ercolano (Napoli)

Coordinatore Scientifico Prof. Mario Lambiase

 

 

Francesca De Luca

Neuropsicologa

 

 

Riflessioni su neuroni specchio e autismo

 

 

“L’autismo è una particolare forma

 di esistenza che si costruisce intorno ad

alcune difficoltà iniziali nella costituzione

 di una evidenza del mondo”

F. Barale (2008)

 

É stato affermato che l’abilità di imitazione sia uno dei più grandi difetti presenti nell’autismo (Rogers,1999).

Sembra che i bambini con autismo abbiano grande difficoltà di apprendimento per imitazione ma mettono in atto un gran numero di comportamenti “eco”, sia vocalmente che fisicamente. Ciò avverrebbe per una dissociazione del gesto fisico o vocale dal suo significato sociale.

Secondo la teoria dei neuroni specchio supponiamo che: “[...] attraverso l’imitazione e la mimica siamo in grado di provare ciò che provano le altre persone. É l’essere in grado di provare ciò che provano le altre persone, che ci rende capaci di rispondere in modo compassionevole ai loro stati emotivi” (Iacoboni, 102).

I primi segni delle competenze sociali innate sono i fenomeni di imitazione primitiva (Meltzoff, 1977), all’opera già a poche ore dalla nascita, che traducono immediatamente la prospettiva corporea dell’interlocutore nella propria. Si viene a formare lentamente  una vera  intercorporeità originaria, cioè veri schemi innati della relazionalità, che sono alla base di una intersoggettività originaria, di una “precomprensione” della socialità.

A partire da questi fondamenti si organizza via via una evidenza naturale del mondo interumano (Traverthen, 1998).

Nell’autismo quella che appare alterata è la matrice biologica dell'intersoggettività perchè non viene a formarsi  la consonanza intenzionale che è resa possibile dal fatto che noi condividiamo con gli altri, mediante l'intervento dei sistemi specchio, non solo le stesse azioni degli altri ma anche i meccanismi nervosi che le sottendono.

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Scoperto gruppo di geni che scatenano l'Autismo

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Fonte LaStampa.it

Agiscono su sinapsi e trasmissione segnali cellulari

 

Un consorzio internazionale di ricerca al quale partecipano oltre duecento scienziati di sessanta istituzioni diverse ha scoperto un nuovo gruppo di geni legati all’autismo: è quanto pubblica la rivista scientifica britannica Nature.

Alcuni dei geni difettosi scoperti servono a far parlare i neuroni tra loro, infatti hanno un ruolo chiave nella formazione dei ponti di comunicazione tra neuroni, le sinapsi. Ciò lascia ipotizzare che dietro l’autismo si nasconda anche un problema di comunicazione tra neuroni.

È la scoperta messa a segno dal “Progetto Genoma Autismo” lanciato nel 2002 dal Consorzio di studio sull’Autismo, 120 scienziati di tutto il mondo tra cui per l’Italia il gruppo di Elena Maestrini dell’Università di Bologna. Gli esperti hanno analizzato il Dna di migliaia di individui sani e autistici alla ricerca di geni implicati nella malattia.

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Giugno 2010 17:06 Leggi tutto...
 

Alle radici dell'autismo

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Fonte corriere.it

DAL PIÙ GROSSO STUDIO GENETICO SULLA PATOLOGIA

Più del previsto i geni correlati alla malattia, che non è ereditaria: le mutazioni avvengono al concepimento.

MILANO - Il sogno, neanche troppo nascosto, è arrivare prima o poi a un test genetico per diagnosticare l'autismo prestissimo, magari fin dalla nascita, e poter così mettere in atto strategie di trattamento ultra-precoci e per questo magari più efficaci. La realtà è che dovremo aspettare ancora a lungo per arrivarci, ma oggi è stato compiuto un passo verso l'obiettivo: sulla prestigiosa rivista Nature è appena uscito il più ampio studio genetico condotto finora sull'argomento e i risultati danno qualche elemento in più per capire i complessi meccanismi alla base di questa malattia che, nel nostro Paese, riguarda 5 bambini ogni 10mila.

FAMILIARITÀ – La seconda scoperta del consorzio Autism Genome Project, che nel giro di due anni vorrebbe mappare con precisione tutti i geni dell'autismo, è altrettanto interessante: stando ai dati raccolti, infatti, le varianti non sono ereditate dai genitori. Nelle mamme e nei papà dei bimbi con i geni «a rischio» i ricercatori non hanno trovato traccia di quelle stesse mutazioni. Uno degli autori, Daniel Geschwind dell'università della California, spiega: «Questo suggerisce che piccoli errori genetici possano avvenire durante la formazione degli ovuli e degli spermatozoi, e che queste alterazioni vengano mantenute nel Dna del figlio. Qualcosa di simile a quello che accade con la sindrome di Down».

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Giugno 2010 17:09 Leggi tutto...
 


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