Ieri in commissione lavoro è proseguito l'iter in sede referente per la proposta di legge di cui all'oggetto (vedi qui).
Pur se con evidente dubbio si comunica che la discussione in Aula è in calendario il 17 maggio.
Le nostre perplessità sull'effettivo " Favore" della norma, così come riportato in oggetto, per la limitatissima platea dei beneficiari chiaramente desumibili dal testo della legge, non ci fa ben sperare. Infatti come si può leggere nel testo definitivo approvato in commissione l'anticipo del pensionamento per gli uomini a 60 anni certamente non aiuta le persone che per una vita arrivano a quell'età completamente sfibrati e probabilmente stanchi di lottare con gli uomini e le istituzioni, per assistere il prorprio caro disabile.
I disabili con connotazione di gravità in caso di ricovero in strutture protette incidono sui costi per la collettività in maniera considerevole.
La scelta quindi per i lavoratori di anticipare il pensionamento (certamente non più in giovane età!) potrebbe, atteso l'enorme sacrificio per assistere al proprio domicilio il familiare disabile grave, far proprendere o per il ricovero in una struttura protetta o per la richiesta di adeguata assistenza presso il proprio domicilio.
A tal proposito è necessario ricordare che le quote di compartecipazione per i servizi socio assistenziali, per quanto disposto dal Decreto Legislativo 130/2000 proprio al fine di favorire la permanenza dell'assistito presso il nucleo familiare di appartenenza evidenzia la sola situazione economica (ISEE) del solo assistito e non già dell'intero nucleo familiare. Ciò ovviamente con ulteriore aggravio di spesa per la collettività.
Come al solito nella predisposizione del testo di legge, che proponiamo al termine delle considerazioni, si è tenuto conto solo delle maggiori spese ma non dei minori costi.
Segue testo unificato