Fonte La stampa.it
Entrare in relazione con un soggetto autistico non è facile, ma neppure impossibile. Come in tutte le comunicazioni il presupposto di base consiste nel costruire un’area di fiducia reciproca. Poi è importante non imboccare rituali comunicativi che somigliano a strade senza uscita, ma riuscire a trovare uno spazio - anche minimo - dove sia possibile un dialogo autentico, con una coloritura emotiva. Comprendere il traffico delle emozioni proprie ed altrui, rappresentarsi il mondo dell’altro, il sistema delle relazioni umane, è il punto debole dei soggetti autistici, che apparentemente sembrano vivere in un mondo popolato da oggetti. “Il bambino con autismo ad alto funzionamento puo’ comprendere cognitivamente l’azione osservata in un altro, ma non la comprende esperienzialmente in se stesso. I soggetti autistici hanno difficoltà a capire le azioni e l’intenzionalità dell’altro perche hanno difficoltà con il proprio sistema motorio” afferma il professore Giacomo Rizzolatti, autore di studi sul meccanismo dei “neuroni specchio”. La conversazione che segue mostra l’incontro, casuale ma non troppo, tra una donna fortemente empatica ed un adolescente con diagnosi di autismo.
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