Mario Lambiase* Francesca De Luca**
Abbiamo il dubbio che nel maggior numero dei casi la risposta sarà che l’autismo è un particolare disturbo del neurosviluppo che compromette fondamentalmente tre aree importanti della vita di chi ne è colpito e cioè l’area della socializzazione, della comunicazione e l’area immaginativa e vi porteranno a conferma di ciò, un lungo elenco di comportamenti anomali, bizzarri, ripetitivi, ritualistici, di aneddoti, di casi personali e così via.
Ma se voi insistete ancora e chiedete perchè si forma l’autismo, in che modo si costruisce lo stigma che fa dell’autismo un unicum tra le tante alterazioni che colpiscono il cervello umano in via di sviluppo e lo deviano dal suo normale e armonioso corso, troverete delle difficoltà. Le risposte saranno più o meno vaghe e meno facilmente comprensibili.
Ma perchè un bambino autistico (o meglio un bambino con autismo) è diverso da un bambino con deficit cognitivi (i cosiddetti “insufficienti mentali”) o da uno con una disfasia evolutiva (deficit di comprensione e/o produzione del linguaggio) o con un bambino affetto da una sindrome da deficit attenzionale e iperattività (ADHD) o da turbe caratteriali e relazionali ma non di marca autistica?





